mercoledì 10 novembre 2010

Mobile Phone cases e chiacchiere varie!

Mi sono resa conto di aver tremendamente trascurato questo povero blogghino neonato, perciò passo subito a mostrarvi le mie nuove creazioni!

Prima di tutto vi mostro il primissimo Mobile Phone Case, altrimenti detto Porta Cellulare, è stato messo in palio tra i fans di Creativaholic su Facebook

Si tratta di un Porta Cellulare con moschettoncino per agganciarlo alla borsa o alla cintura. Per il primo ho utilizzato cotone italiano, ovviamente ho rinforzato la stoffa con un fusible adesivo da stirare sulla stoffa.






Sucessivamente sono riuscita a trovare la tanto agognata attrezzatura per applicare dei bottoni automatici, e ho subito sperimentato. E' stato divertente poichè per aplicarli occorre prima forare la stoffa con un punzone da prendere a martellate! E' un ottimo modo per sfogarsi in modo creativo e proficuo!
Sei arrabbiato per qualcosa? Applichi qualche bottone automatico e ti sei sfogata facendo qualcosa di utile :D

Sono finalmente riuscita anche a trovare dei cotoni americani nelle meravigliose fantasie americane che mi piacciono tanto! Li ho trovati online e nonostante la lunga attesa e la dogana  ne è veramente valsa la pena, visto che nella mia città non esiste  nessuna stoffa che non sia o terribilmente esosa o assurdamente ed orribilmente classica.
Ecco le fantasie che ho scelto, non sono adorabili?


Appena è stato confortevole riprendere a cucire senza sudare sette camicie, ho inaugurato le nuove stoffine con altri Porta Cellulari:


Se avete notato il particolare ricamo del portacellulare sui toni cioccolato, avrete di certo intuito che le stoffine non sono l'unica novità :)
Ebbene si ho anche una nuova macchina da cucire!
Per questo ringrazio i miei genitori, che nonostante io sia adulta, amano ancora viziarmi come quando ero una bimba, e così hanno deciso di regalarmi una nuova macchina da cucire come regalo di Natale!
Si certo, avete ragione, non è ancora Natale, ma siccome informandomi online sono venuta a sapere di alcune offerte circa delle macchine elettroniche della Brother, se volevamo risparmiare dovevamo agire con tempestività!
E così è stato, ci siamo recati dal rivenditore ufficiale della Brother, che tra l'altro è di proprietà di una coppia di compagni di palestra e abbiamo visto dal vivo le maccine elettroniche.
In realtà io desideravo tanto la BC 2500 ma ahimè era terminata e non mi sentivo di ordinarla online, visto che il rivenditore non sarebbe riuscito ad ordinarla, così ho dovuto capitolare per la BC 2300  che in realtà ha in meno solo una decina di punti, purtroppo però sono tutti punti per il quilting.
Eh vabbè io sono comunque felicissima, la macchina è stupenda, è dotata praticamente di tutto, tra cui tantissimi piedini per tutte le esigenze.
Consinderando che la mia vecchia macchina da cucire era una macchina di marca sconosciuta, modello super-base vinta ad una lotteria di capodanno 15 anni fa dai miei genitori, sono super felice della mia nuova BC2300!

martedì 22 giugno 2010

Passione borsellino!

Nuovo esperimento per la vostra Creativaholic alle prese con un meraviglioso tutorial americano che ho acquistato online. Il risultato mi ha assolutamente entusiasmato! 


Il primo portafogli, dalle cuciture timide e imprecise, è già finito nella mia borsa, mentre il secondo è venuto perfetto proprio come avrebbe dovuto. Perchè mantenessero la forma sono stati rinforzati con tessuto termosaldante. 


Questo è il primo, quindi il mio nuovo portafogli, lo trovo adorabile, anche se non è preciso, adoro questa stoffa che raffigura diversi animali tra cui i miei adorati gatti.
Il secondo portafogli, che è già finito sul mio nuovo negozietto online su Facebook, è fatto con cotone americano di una bellissima fantasia di cui mi sono innamorata a prima vista.
Avendo fatto pratica con il primo borsellino il secondo è venuto precisissimo, devo ammettere che il risultato è molto curato ed ha stupito anche me stessa. Purtroppo in foto non rende tantissimo poichè i contrasti non sono chiarissimi, ma cliccando sull'immagine la potete ingrandire per vedere meglio.


Ammetto che questo articolo è stato quello che ha riscosso maggiore successo tra amici, parenti e conoscenti!



Non è un amore???

Bagaholic II

Nuova creazione in tessuto, una borsa di stile completamente diverso dalle precedenti, ma non per questo mi piace di meno, anzi. La trovo sbarazzina e fresca, ideale per l'estate e sopratutto per i giretti turistici in alre città, comoda da portare in spalla, e allegra.


 A dire il vero non ho seguito un cartamodello, anzi, è una borsa nata da una idea che avevo in mente ma non riuscivo a disegnare, e così ho tagliato la stoffa senza sapere se sarei riuscita o meno. Ma per fortuna è riuscita, anche se mi ha fatto penare un pò, più che altro perchè sicuramente non avendo mai fatto una borsa con la fascia superiore, io ho preso la strada più difficile.
Credo che la prossima volta riuscirò a rendere l'operazione più semplice.

lunedì 14 giugno 2010

Mettiamoci una patch! Aggiornamenti!

Visto che il lavoro di prova è andato bene, ho lavorato sul patchwork vero e proprio, sviluppando un disegno che fosse carino e vivace.
In questo periodo l'arancio mi piace moltissimo, poi a contrasto con verde o viola, mi piace ancora di più.
Ecco gli aggiornamenti sul piccolo lavoro che stò facendo:


In sostanza ho eseguito il centro con la tecnica vista precedentemente, ovvero cucendo prima delle lunghe strisce di quadrati uniti tra loro, e poi unendo ciascuna striscia all'altra, ottenendo così il quadrato interno.
Sucessivamente ho tagliato i bordi, questi devono essere lasciati molto più lunghi del lato del quadrato, a seconda della larghezza finale del bordo, ma è meglio abbondare che accorgersi che abbiamo lasciato troppo poca stoffa.
Sucessivamenete ho cucito tra loro i lbordo grosso e quello sottile, e li ho uniti al bordo del quadrato principale, lasciando scucito mezzo centimetro a ciascun angolo perchè quello è comunque il margine di cucitura.
Con l'aiuto di una squadra da patchwork ho poi piegato gli angoli a 45 gradi e ho fissato con degli spilli, ho stirato per bene e poi cucito.


Come fondo posteriore ho deciso di utilizzare la stessa stoffa viola del bordo sottile, l'ho tagliata approssimativamente della grandezza del quadrato totale, l'ho stesa per bene sul tavolo fissandola con del nastro di carta da imbianchino. Sucessivamente ho posizionato l'ovatta tagliata a misura e poi ho steso sopra il telo patchwork.
Quando tutti i tre strati sono stati ben stesi (senza grinze) al loro posto ho imbastito abbondantemente partendo dal centro ed aiutandomi con un cucchiaino per far  risalire l'ago verso l'alto ad ogni punto.



Una volta imbastito in tutti i sensi si può staccare il lavoro dal tavolo (non fatelo finchè non finite di imbastire!) e iniziare il lavoro di quilting, ovvero di trapuntatura. La trapuntatura altro non è che un lavoro certosino di cucito a piccoli punti che serve per fissare tra loro i tre strati della trapunta e si esegue con un filo ed un ago specifici detti "da trapunto".
Io lo trovo rilassante e a differenza di quanto si possa pensare, si va decisamente veloci appena ci si prende un pò la mano.
Il lavoro di trapuntatura si può eseguire anche a macchina, se la vostra macchina da cucire prevedere la possibilità di disabilitare il carrello di avanzamento della stoffa, in caso contrario (come la mia macchina) bisogna rassegnarsi a farlo a mano.
A dire il vero un lavoro trapuntato a mano e molto più pregiato di uno trapuntato  a macchina. Alla fine si ottengono due prodotti molto diversi, sia come aspetto che come pregevolezza.

Qui sotto il retro della mia mini-trapunta al termine dell'imbastitura.


E visto che ci ho preso gusto, ho messo in cantiere un nuovo trapuntino che sicuramente sarà un pò più grande del primo.


Ecco qui tutti i quadratini tagliati, questa volta i colori predominanti sono il blu, il turchese e il verde chiaro.


Ed ecco le strisce di quadrati cuciti tra loro.

lunedì 7 giugno 2010

Borse che passione!

Da diverso tempo, navigando per i siti e i blog più creativi, mi sono trovata incantata davanti a delle bellissime borse di tessuto. Ricordo che guardavo meravigliata le rifiniture di quelle che mi sembravano borse inarrivabili.
Prendendo dimestichezza con la mia macchina da cucire, e in preda ad una febbre creativa inarrestabile, l'altro giorno in ufficio ho distrattamente iniziato a tracciare su un foglio uno schizzo di come avrei voluto la mia borsa di tessuto estiva.
Ho preso un pò spunto da delle bellissime borse giapponesi che vengono cucite col cotone tipico dello Yukata, ovvero del kimono estivo, quindi un tessuto molto simile a quello che si usa per il quilting; ed un pò mi sono ispirata a ciò che ho visto in giro su google.
Quando poi sono arrivata a casa, ho pensato che mi sarebbe piaciuto provare a creare la mia prima borsa (ok diciamo che ce n'è stata una invernale precedentemetne, ma... non contiamola) e così armata di compasso, righe e squadre ho creato un cartamodello.
Grazie alla nuova attrezzatura per il patchwork che mi è stata regalata ho potuto tagliare i tessuti con grande precisione. Ecco qui la mia nuova attrezzatura e la pochette che ho cucito per riporre le minuterie da portarmi dietro quando devo lavorare fuori casa:

Avendo seguito alcuni tutorial online ho cucito stoffa e fodera dritto contro dritto, le ho cucite sucessivamente tra loro lasciando un buco sul fondo della fodera per poter rivoltare il tutto. Una volta rivoltata la borsa ho chiuso a mano il fondo della fodera e stirato tutto. In realtà si tratta di una borsa double face visto che per fodera ho utilizzato un tessuto della medesima pesantezza del dritto.


La borsa è venuta molto bene, dapprima avevo previsto due bretelline su ciascun lato per fissare dei manici rigidi in bamboo o in tartaruga, ma quando poi ho trovato i manici ho scoperto che l'applicazione non sarebbe stata armoniosa, ed inoltre era difficile tenere i manici fermi al loro posto. 
Così ho effettuato una modifica che ha reso la borsa ancora più armoniosa:

Ho già inaugurato la borsa ad una bellissima manifestazione multi-etnica che si è svolta vicino alla mia città, dal nome Festa Dei Popoli, ed è stata comoda, capiente come una bella borsa estiva deve essere.
Esperimento riuscito, tanto che un'amica su Facebook mi ha chiesto di farne una anche per lei, ed ecco il risultato:
A presto con nuove creative e mirabolanti avventure!

Ah approposito, avete notato che il colore di questo periodo è il VERDE?

giovedì 6 maggio 2010

Mettiamoci una patch!

Qualche tempo fa mentre ritiravo dall'assistenza la mia sgangherata macchina da cucire ho notato vicino alla cassa un cartello che diceva: "Si organizzano corsi di patchwork".
Il patchwork è una tecnica che mi ha sempre terribilmente affascinato, perchè innanzitutto riguarda la sfera del cucito, sfera che personalmente mi ha sempre affascinato ma anche spaventato. Inoltre, avendo la solita vena creativa, ho sempre pensato che tale tecnica si potesse adattare a creazioni un pò più gioiose delle classiche trapunte fiorellate a volte un pò troppo country per i miei gusti. Così ovviamente ho chiesto informazioni circa il corso e ho lasciato il mio numero alla gentile signorina, la quale qualche settimana dopo mi ha chiamato per informarmi di lì a qualche giorno si sarebbe svolta la prima lezione.

Potete immaginare la mia meraviglia! Finalmente anche io sarei stata in grado di produrre un vero patchwork!

Per chi fosse completamente a digiuno, il patchwork è una tecnica di cucito e recupero nato in pratica contestualmente alla tecnica della tessitura, e non è tipico di nessuna società ma risulta presente in tutte le culture di diverse parti del mondo. Il patchwork consiste nel recuperare ritagli piccoli quindi altrimenti inutilizzabili, cucendoli insieme tra loro tanto da ottenere un nuovo tessuto composto appunto da più pezze di diversa fantasia e colore.
Al giorno d'oggi ovviamente il patchwork ha perso quasi completamente il suo scopo di "recupero" divenendo un'arte creativa con cui esprimere il proprio estro artistico. Lo dimostra il fatto che i tessuti più adatti allo scopo sono i così chiamati "cotoni americani", non troppo facilemnte reperibili e dal costo non indifferente. Quindi niente più recupero, ma il fascino del patchwork non svanisce di certo per questo!


Armata del mio solito entusiasmo, soprattutto quando si trata di novità, mi sono recata al corso e dopo la prima lezione ero già completamente rapita dal fascino del patchwork.
Per problemi di salute poi, ho perso due lezioni e alla quarta mi è stato gentilmente concesso un "corso accelerato" per riportarmi in pari con le due colleghe della classe.
Indispensabili per la pratica del patchwork sono gli utensili per il taglio del tessuto: la taglierina a rullo, il tappeto antigraffio e almeno una riga specifica per patchwork. Questo perchè dovendo assemblare poi tra loro i singoli patch, è assolutamente necessario che siano tagliati con la massima precisione e tutti uguali, e sopratutto che non si sfilaccino. Personalmente non ho ancora acquistato questo materiale perchè desidero prima capire se sono realmente intenzionata a proseguire sulla lunga e colorata strada del patchwork.

Questo pomeriggio mi sono trovata finalmente con le mie patch tagliate a dovere e pronte per essere assemblate.


Ma visto che mi sono avanzati dei pezzi, ho pensato che sarebbe stato meglio fare "un lavoro di prova" prima di combinare disastri.
E così ho cominciato ad assemblare la prima striscia di quadratini, mettendo i primi due diritto contro diritto e cucendo lungo uno dei 4 lati.
E così via si prosegue cucendo un quadratino per volta fino a che non si ottiengono il numero di file che si intendono mettere nel lavoro.
Ora non si deve fare altro che stirare le cuciture avendo cura di alternarle tra loro: una striscia avrà le cuciture verso destra, una verso sinistra e così via.
Sucessivamente si assemblano le strisce tra loro, mettendole sempre diritto contro diritto, aiutandosi con degli spilli.


Quindi si cuce una striscia all'altra, ripetendo fino a che non si sono unite tutte le strisce e si stira nuovamente distendendo tutte le cuciture.


Ora il lavoro ha preso già una bella forma non trovate?
E' stato emozionante vedere la creazione prendere forma così velocemente. In realtà dovrei frenare l'entusiasmo perchè la parte più lunga e noiosa del patchwork viene dopo, ed è la trapuntatura, ovvero quando sotto il telo creato si mette l'ovatta e il retro (solitamente tinta unita) e si trapuntano tutti e tre gli strati insieme per far si che diventino un telo unico.
Ma lasciatemi godere questo momento di gloria, quando il primo lavoro di una nuova tecnica vede la luce, è sempre una grande emozione e una grande meraviglia.
Visto che c'ero ho pensato di mettere anche un bordo decorativo (in realtà previsto dalla tecnica patchwork, ecco il risultato:

 

Ora non mi rimane che scegliere un colore tinta unita per il fondo, prendere l'ovatta per imbottirlo e via di trapuntatura!

E se anche voi siete stati contagiati come me dalla patch-mania, buona creazione anche a voi!

venerdì 9 aprile 2010

O-No Sushi

Come avrete sicuramente notato, in Italia impazza la passione per il Giappone e per il Sushi in particolare. Questo cibo così originale ed esotico, che affonda le sue radici nell'antichità della storia giapponese stà diventando una vera e propria moda nel nostro paese, ed avrete certamente notato il proliferare di ristoranti giapponesi originali e tutta una serie di catene fast-giapponesi, speudo giappo-cinesi et similia.
Una cosa che però sicuramente non avete ancora visto è l'O-No Sushi!

Si tratta di 3 simpatici e graziosi mostrilli in vinile, che vengono venduti in confezione "take-away" come fossero veramente dei nigiri da assaporare, ma non solo!



Gli O-No Sushi sono 100% vinile, di tanti simpatici colori e come appunto vi dicevo vengono venduti in confezioni simili a quelle dei take-away giapponesi:



Forse il concetto di mangiare il tentacolo di un mostriciattolo mentre lui ci guarda sconsolato, non è il massimo ma in realtà gli O-no Sushi sono così simpatici da essere comunque irresistibili, senza contare che gli amanti del genere un pò splatter impazziranno per poterli avere.




In realtà gi O-No Sushi sono un prodotto di design, ecco il loro Sito Ufficiale O-No-Company dove potrete reperire informazioni anche su dove acquistare questi simpatici amici.

Buon Appetito!

Creativaholic