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lunedì 29 agosto 2011

Hulk Cupcake!

Halloween è ancora lontano, ma nonostante questo oggi ho sfornato dei fantastici cupcake ispirati al gigante verde ^_^ Ricordo che da bimba guardavo la serie TV di Hulk, coi suoi Jeans sbrindellati, sempre uguali ^_^ eheh ve lo ricordate?


Credo che oggi ci farebbe veramente ridere, coi suoi effetti "speciali" terra terra!
Ma vi chiederete come mai un Cupcake ispirato a Hulk... beh le cose non sono andateproprio così...
Infatti tutto è partito dal blog della mia amica Sara del blog Elfa Pasticciona, bravissima e appassionata di cucina, che ha pubblicato una ricetta per cupcake messa a punto da lei con una dose che permette di avere 8 cupcakes, un numero giusto a mio parere per poterli gustare freschi e non farseli venire a noia.
Così questa sera ho acceso il forno approfittando del vento fresco di maestrale, e ho iniziato a preparare gli ingredienti. A fine preparazione ho pensato bene di aromatizzare l'impasto dei cupcakes con una grattatina di scorza di limoni verdi biologici e così per richiamare il verde dei limoni ho pensato di aggiungere una punta di colorante alimentare in gel verde.
Il problema è che il colorante in gel è ultra-mega-super-concentrato e così l'impasto ha assunto un bel colore verde basilico!
Ma da crudo non era ancora così... così... Hulkeggiante!
Mentre cuocevano in forno ho cercato online la ricetta della glassa al philadephia, ne ho trovato una che prevede 1 parte di Philadephia 2 di zucchero a velo e qualche goccia di vaniglia e ho deciso di provare. Ahimè la glassa non è venuta spumosa nè sostenuta, ma piuttosto liquidina e lo è rimasta anche dopo averla rimessa in frigo per un pò. 


Pazienza, l'ho utilizzata così com'era e ci ho aggiunto delle codette rosse.

Dopo una ventina di minuti l'assaggio! 
Cupcake bello umido e morbidissimo, glassa dolce e acidula al profumo di vaniglia. Accoppiata paradisiaca!
Ma quando ho volto lo sguardo verso il cupcake che stavo mangiando ecco il terribile verde Hulk!!!!!


Per i pirottini si ringrazia Strawberrina che me li ha inviati in regalo insieme alla Kimmidoll che ha acquistato per me in cambio dei gomitoli di acrilico che ho acquistato io per lei ^_^

E ora veniamo ai ringraziamenti!
Ho ricevuto ben due premi!


Ringrazio le due bloggher che me lo hanno assegnato: la famosissima Samaista, e la cara Sara di Elfa Pasticciona . Come ben sapete personalmente queste iniziative mi mettono un pò in imbarazzo per la loro similitudine con le catene di sant'Antonio, inoltre non amo molto dover scegliere tra i miei blog preferiti, perciò lo rigiro a tutti i blog che ho linkati a lato, perchè avendoli tra i blog preferiti li considero tutti assolutamente degni di menzione!






martedì 14 dicembre 2010

Giappone - Kake Udon

Eccomi di nuovo con una nuova ricetta giapponese.
La cucina Giapponese, nella sua semplicità curata però nel minimo dettaglio, esercita su di me un fascino irresistibile. Così l'altra sera, mentre fuori faceva un freddo intenso, ho pensato bene di preparare una bella scodella di Kake Udon.


Gli Udon (うどん) sono degli spaghettoni molto grossi, realizzati con la farina di grano ricca di glutine simile alla varietà che noi usiamo per fare il pane. In realtà non si conosce bene la provenienza di questi grossi spaghetti, ma la loro popolarità è stata registrata per la prima volta nel periodo Edo (1603-1868) in cui se ne faceva largo consumo. Prime tracce scritte degli Udon risultano dal libro di ricette Ryori monogatari (料理物語, storie di cucina) del 1643, periodo in cui questi erano molto diffusi nelle prefetture di Kyoto e Osaka.

La preparazione per i Kake Udon, ovvero udon caldi in brodo è molto semplice, ma come tutte le semplici ricette tradizionali e casalinghe della cucina Giapponese, è ricca di gusto e fascino.

Vediamo l'occorrente per questa semplice ricetta:

1 confezione di Udon
1 tazza di acqua
1 cucchiaino di dashi granulare
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di mirin
1 cucchiaino di zucchero
1 pezzo di cipollotto fresco a fettine
1 fetta di kamaboko (facoltativa)
4 fette di carota per guarnire
- in questo caso io ho aggiunto anche dei funghi shiitake secchi fatti ammollare in acqua tiepida.

Per prima cosa occorre preparare il brodo, quindi bisogna far bollire l'acqua e far sciogliere il dashi. A questo punto aggiungiamo la salsa di soia, il mirin e lo zucchero e facciamo sobbollire a fuoco basso per 10 minuti.
A questo punto il brodo è pronto quindi tuffiamo gli Udon che in realtà non hanno bisogno di essere cotti, quindi li lasciamo riscaldare per circa 3/4 minuti e il piatto è pronto.
Versiamo nella ciotola e guarniamo con i cipollotti a fettine, le carote intagliate e le eventuali altre verdure che avrete deciso di aggiungere. 


Itadakimasu!

lunedì 22 novembre 2010

Creatività del sol levante

Non solo di ago, filo, colori e pennelli è fatta la creatività!
Creativa può essere anche l'effimera arte culinaria, e quale cucina può essere più creativa di quella Giapponese?

La bellezza dei piatti, la particolarità degli ingredienti e il loro trattamento non possono che affascinare lo sguardo nonchè appagare il palato e l'appetito!

Il primo piatto a stuzzicare il vostro sguardo saranno i Gyōza.

I Gyoza sono dei tipici fagottini di pasta (simili ai nostri ravioli) ripieni tradizionalmente di carne e germogli di aglio. I Gyōza giapponesi(ギョーザ, ギョウザ) derivano dai jiaozi cinesi, molto forti per il nostro palato occidentale grazie alle dosi massicce di aglio che i Gyōza giapponesi hanno in quantità minore.

La mia versione dei Gyōza è il frutto di una serie di tentativi, anche se ammetto che ho fatto anche alcune varianti fusion quando il frigo non conteneva esattamente ciò che prevede la ricetta originale.
Ecco la mia versione dei Gyōza giapponesi:

200 grammi di cane di maiale macinata
10 foglie di cavolo cinese fresco
1 spicchio di aglio grattuggiato
2 cipollotti verdi (se trovate i germogli di aglio è meglio, io li ho piantati)
1 carota tagliata a julienne
1 cucchiaio di zenzero fresco grattuggiato
1 cucchiaino di olio di soia
1 cucchio di salsa di soia
1 cucchiaino di zucchero
1 pizzico di sale

Il ripieno va preparato diverse ore prima e messo a marinare in frigo coperto con della pellicola trasparente. Per comodità è meglio saltare in padella il cavolo cinese prima di metterlo col resto del ripieno, questo per fargli perdere un pò dell'acqua di vegetazione.

Gli ingredienti per la pasta:
300 gr di farina 00
150 gr di acqua
8 gr di sale

Per preparare la pasta basta semplicemente impastare gli ingredienti molto bene, se avete una impastatrice potrete risparmire un pò di fatica, personalmente adoro impastre perciò lo faccio a mano (e sporco anche meno stoviglie ;)).
Anche la pasta ha bisogno di riposare, quindi va involta nella pellicola trasparente e lasciata a temperatura ambiente circa mezz'ora.

Quando tutto sarà pronto, se disponete di uno stampino per ravioli di dimensioni piccole, potrete usarlo e risparmiare tempo e pazienza, potete acquistarne un set da Dmail a € 5,99.
Occorre stendere la pasta bella sottile, taliare dei cerchi con il retro dello stampino per ravioli o con la bocca di un bicchiere abbastanza largo, stendere la pasta sullo stampino, adagiare un cucchiaino abbondante di ripieno al centro e chiudere lo stampo in modo che i lati del Gyōza si saldino. Le dosi del mio impasto fanno si che sia bello morbido e che i bordi si saldino in automatico ma se avete usato troppa farina per stendere la pasta può rendersi necessario inumidire i bordi della pasta perchè questi si saldino.
Una volta terminato di riempire i ravioli occorre scaldare molto bene una padella unta con dell'olio di semi. Quando la padella sarà ben calda adagiate i ravioli e fateli rosolare bene, quando iniziano a dorare sul fondo, versare 350/400 ml di acqua calda e coprire. Questo farà si che si sviluppi tantissimo vapore all'interno della padella, e che l'acqua inizi subito a bollire e produrre altro vapore. Quando l'acqua sarà completamente consumata i ravioli saranno cotti. Lasciateli risolare molto bene, il fondo deve diventare croccante e dorato.

Sollevare i Gyōza aiutandosi con una spatola e rovesciarli sul piatto da portata!
Si esatto, vanno serviti a testa in giù in modo che il fondo bello dorato sia in bella vista, perchè prima che con la bocca, devono essere mangiati con gli occhi! (^_^)

Potete mangiare i vostri Gyōza al naturale, in Giappone però vengono serviti con un intingolo ottenuto in questo modo:
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di aceto di riso
1 cucchiaino di zucchero

Personalmente aggiungo sempre anche  dello zenzero fresco grattuggiato e un cucchiaio di mirin, scaldo il tutto fin quasi a bollire e poi lo metto sui Gyōza caldi!

Mamma mia, mi è venuta una fame!!!

Itadakimasu!
よい食欲

giovedì 4 marzo 2010

Dal Giappone con amore

In un blog come questo che si propone di parlare di bellecose (sempre tutto attaccato!) come non citare l'amore e il gusto per ciò che colpisce la vista, tipico del popolo Giapponese. Questa popolazione, ricca di storia sprofondata nelle radici del tempo è famosa in tutto il mondo per il proprio gusto estetico a volte addirittura esasperante.
Ebbene questo gusto estetico si trasporta anche in cucina dove chi di voi abbia avuto la fortuna di gustare dei piatti in un ristorante Giapponese o addirittura direttamente in Giappone, può testimoniare la maniacale cura per il dettaglio, l'accostamento di colore, la disposizione del cibo e la ceramica su cuiviene servito.


Quello che magari alcuni di voi ancora non sanno è che questo piacere misto a dovere esiste anche in versione "take away", ovvero il cibo da portarsi appresso quando si lavora anche in pausa pranzo, quando si va a scuola in lungorario, oppure quando si fanno delle gite e dei pic nic.
Le origini del "bento" vengono fatte risalire addirittura al periodo Heian (794-1182), con i primi "onigiri" (polpette triangolari di riso bianco) e con l'"hosii", riso cotto e poi essiccato per essere trasportato e mangiato in un secondo momento. Il bento sopravvive fino ai giorni nostri, anzi, impera in Giappone e da qualche anni sbarca in Italia dove trova terreno fertile anche grazie alla vita frenetica che prota le persone a consumare i propri pasti fuori casa.

Ciò che rende il bento speciale rispetto alla solita schiscetta che i nostri padri erano soliti portarsi a lavoro è appunto l'estetica, la bellezza dei contenitori prima di tutto. Si passa dai contenitori in legno laccato, opera di artigiani del posto, ai bento di nuova generazione, solitamente in materiale plastico e colorato, spesso recanti personaggi di manga e anime.

L'amore per la bellezza però si esprime anche nella disposizione artistica dei cibi che si mettono al suo interno, spesso arrivando a mascherarli da "altro" come ad esempio animaletti, fiori, frutta o scritte. 
Questi sono alcuni bento preparati da me:

 

Online si trovano dei bento che sono delle vere e proprie opere d'arte, guardate qui che meraviglie:
Vi ho fatto venire voglia di avere un bento?
Ecco una serie di link interessanti:

Pazze Per Il Bento la prima vera community italiana a tema bento.

Just Bento una community internazionale con tante ricette e argomenti a tema bento (in inlgese)

From Japan With Love altro sito dove fare shopping di bento ma non solo (in inglese)

mercoledì 3 marzo 2010

Primi scampoli di primavera

Sentite anche voi che l'odore dell'aria è cambiato? Che gli uccellini cantano gioiosi al mattino?
E' segno che la primavera si stà avvicinando!

Allora perchè non approfittare di questo stimolo olfattivo, sonoro e visuale per dare un tocco di novità e colore anche alla nostra casa? A volte basta veramente poco per trarre ispirazione e trovare qualcosa che renda l'ambiente che ci circonda più gradevole ed accogliente.

Volevo segnalarvi che la Auchan effettuerà fino al 13 Marzo delle promozioni per il settore casalinghi e linea cucina con ottimi prezzi e prodotti veramente moderni e colorati. Qui potete visionare l'intero volantino.
Personalmente sono stata completamente rapita da questa tovaglia con piatti coordinati, non sono adorabili?


E che dire della linea di pentole e padelle e teglie ultracolorate? Le adoro. E soprattutto non c'è bisogno di nasconderle nel forno o nei pensili più scomodi, perchè sono belle da vedere anche quando non sono in uso.







Allora che colore avete scelto per rinnovare la vostra cucina? Io il fuxia... o forse il verde... non so ancora bene.